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Genova, Cosa si aspettano gli investitori dalla città il parere dell'Assessore Giancarlo Vinacci

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Nasce un tavolo di concertazione tra istituzioni e investitori istituzionali coordinato dall’assessore Vinacci GENOVA TORNA AD ESSERE ATTRATTIVA PER I CAPITALI INTERNAZIONALI

Nasce un tavolo di concertazione per far incontrare domanda e offerta di capitali sulla piazza genovese: sarà coordinato dal Comune nella persona dell’Assessore allo Sviluppo Economico Giancarlo Vinacci e vedrà da una parte le istituzioni (Comune, Regione, Camera di commercio, università)e dall’altro le aziende di private equity e di venture capital interessate ad investire su attività imprenditoriali esistenti o start up innovative. “Ci vedremo inizialmente a cadenza bimestrale – precisa Vinacci – una volta a Genova e una volta a Milano e poi magari anche a Lugano e Londra. Andiamo a prendere i soldi dove ci sono”. Le istituzioni veicoleranno ai fondi di investimento le richieste delle aziende che li vaglieranno secondo i criteri esposti oggi in un affollato incontro svoltosi alla Fondazione Garrone.

I manager presenti rappresentavano il meglio del panorama nazionale dei fondi di investimento: Lorenzo Baraldi di Neuberger Berman, Roberto Gatti di Boutique Italia, Massimiliano Magrini di United Ventures, Nicolò Saidelli di Ardian, Andrea Bovone di Equinox, Stefano Keller di LFPI Italia, Gianluca Petrera di Reuben Brothers, Andrea Tomaschù di Riello Investimenti. Da varie angolature hanno tutti concordato sul fatto che Genova sta tornando ad essere appetibile per i capitali di rischio: la posizione geografica, la qualità della vita, i bassi costi di acquisto di terreni e immobili e non ultima la forte coesione istituzionale ne fanno oggi la città italiana di media grandezza a maggior attrattività. 

I settori economici in cui i fondi preferiscono investire sono i più vari: dallo shipping all’hotellerie, dalla logistica alle nuove tecnologie. Fondamentale nella valutazione dell’investimento sono le qualità dell’imprenditore e la bontà del progetto d’impresa visto nelle sue potenzialità di crescita a medio e lungo termine. Un esempio per tutti lo porta Saidelli di Ardian citando la case history della Italmatch Chemicals, azienda leader nella produzione di additivi per oli lubrificanti e trattamento delle acque che dal 2016 ha collocato il suo headquarter ai Magazzini del Cotone. Grazie all’intervento nel capitale del fondo l’azienda è passata in pochi anni da 200 a 610 milioni di euro di fatturato e ora punta al miliardo. 

Il taglio dell’intervento economico in equity può andare dai 15 ai 50 milioni di euro ma si valutano soglie d’ingresso anche molto più basse specie per le start up dove opera in modo specifico la United Venture mentre il fondo Boutique Italia si è specializzato nel cosiddetto “pre AIM investment” ovvero interviene dei 2/3 anni precedenti la quotazione dell’azienda sul mercato borsistico dedicato alle PMI. Il real estate è il campo privilegiato anche se non esclusivo di intervento del fondo LFPI emanazione della banca d’affari Lazard. Riello Investimenti invece non si definisce un vero e proprio fondo ma un consulente finanziario di alto profilo che organizza operazioni di finanziamento revolving o emissioni di obbligazioni aziendali ma senza entrare nel capitale.

Un esempio delle potenzialità del tavolo promosso dal Comune lo ha dato Andrea Bovone di Equinox, fondo che partecipa già al capitale di Esaote e che ha annunciato la recentissima acquisizione del 55% del capitale di Quid Informatica azienda fiorentina fondata da Stefano Bertoli con sedi a Milano, Brescia, Udine, Padova, leader nella produzione di software e applicativi per il settore finanziario e per le imprese. Equinox intende accompagnare l’azienda nel suo sviluppo anche attraverso l’apertura di nuove sedi territoriali: in tale senso verranno quindi avviati nei prossimi giorni contatti per l’insediamento di una struttura di Quid Informatica a Genova. 

 Cosa si aspettano dalla città i manager della finanza internazionale? Più infrastrutture e più efficienti: si dovrà andare e venire da Milano in 45 minuti. Più rete: le aziende e le istituzioni devono collaborare per realizzare un ecosistema favorevole all’insediamento di nuove imprese. Più comunicazione e più apertura al mondo: la città deve mostrare meglio i propri asset all’esterno e rendersi più accogliente a chi arriva da fuori a ripopolarla portando valore aggiunto.  Ricette semplici ma concrete per riportare Genova al livello di eccellenza internazionale che le compete.